“Katane tra mito e rito. Testimonianze cultuali di Catania greca

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Il Polo Regionale di Catania per i Siti Culturali ha inaugurato l’esposizione Katane tra Mito e Rito e il correlato laboratorio didattico Le terrecotte greche allestiti entrambi negli spazi della ex Manifattura Tabacchi, destinata a diventare sede del Museo Interdisciplinare di Catania.

La mostra è stata organizzata e allestita in collaborazione con l’Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IBAM-CNR). Il focus è su Katane, città greca, attraverso vasellame e terrecotte da scavi praticati nel corso degli anni in diversi siti del moderno tessuto urbano. Si fa riferimento alle indagini condotte sulla sommità della Collina di Monte Vergine, nel Convento dei Benedettini, ove sono attestate le fasi più antiche della colonia, in particolare quella della fondazione (728 a.C.) e alla Purità. Sulle pendici sud-orientali della collina, esplorazioni hanno interessato via Crociferi, la Purità e piazza San Francesco contigua al Teatro antico.

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Taglio del nastro Sindaco di Catania Enzo Bianco

Qui nel 1959 furono occasionalmente scoperti cospicui depositi votivi legati a un santuario attribuibile dal V secolo a.C. al culto di Demetra e Kore. Difficili e parziali furono le operazioni di recupero. Ciò nonostante, il rinvenimento riveste un’importanza straordinaria per la conoscenza dell’antica colonia greca nei secoli VI-V sino al IV secolo a.C. Il complesso votivo è formato da una notevole massa di vasi interi e frammentari di fabbriche diverse - rilevante il volume delle importazioni - trovata in associazione con un altrettanto ingente quantità di esemplari di coroplastica. A questo considerevole contesto di carattere sacrale è principalmente dedicata l’esposizione, donde il titolo prescelto. Arricchiscono l’esposizione tre opere concesse generosamente in prestito dal Museo di Castello Ursino. Si tratta del rilievo marmoreo di età classica con le figure di Demetra e Kore dalla piazza Santa Nicolella, particolarmente pertinente con il tema della mostra, del busto marmoreo di Cerere di età imperiale rinvenuto nel Teatro, che documenta il perdurare nell’area del culto alla divinità delle messi. È in prestito anche la statua fittile di fanciulla (kore) di Inessa (intorno al 470 a.C.) dal territorio etneo (Paternò, Motta Sant’Anastasia?) voluta per ricreare il paesaggio sacro dei santuari affollati in Occidente come nella Grecia propria da statue consacrate in dono alla divinità da devoti.

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L’esposizione dei reperti è, come anticipato, affiancata da una mostra didattica dedicata alle terrecotte figurate largamente documentate nei depositi di piazza San Francesco. È la versione italiana dell’esposizione francese Les terres cuites grecques. Pour qui? Pourquoi? Comment? organizzata, nel 2016, dall’Université de Lille 3, Sciences Humaines et Sociales, (Halma-Ipel) e dal Learning Center. Gentilmente concessa dall’Università francese, si compone di pannelli didattici che spiegano, attraverso testo e immagini, modi di produzione e significato delle terrecotte figurate greche nei vari contesti.

CREDITS:
Mostra archeologica a cura di Fabio Caruso e Antonella Pautasso Coordinamento di Maria Costanza Lentini Comitato scientifico: Fabio Caruso, Massimo Frasca, Maria Costanza Lentini, Daniele Malfitana, Fabrizio Nicoletti, Antonella Pautasso, Francesco Privitera Progetto: Giuseppe Sciacca Allestimento e direzione lavori: Patrizia Polizzi Conservatore: Marie Gabrielle Leonardi

CATANIA Piazza San Cristoforo, 18 - dal
16 giugno al 30 dicembre 2017 aperta tutti i giorni tranne il sabato e la domenica ore 9.00-13.00

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