CODICI SORGENTI...Visioni Urbane Contemporanee

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La Fondazione Terzo Pilastro - Italia e Mediterraneo è lieta di presentare l’opera dell’artista portoghese Vhils donata alla città di Catania per la riqualificazione del waterfront del porto e la mostra CODICI SORGENTI

Visioni Urbane Contemporanee a cura di 999Contemporary presso Palazzo Platamone dal 17 Dicembre al 18 Gennaio 2016.
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( da destra il Presidente della fondazione Emmanuele F. M. Emanuele insieme all’ Assessore alla Cultura di Catania )

L’impegno della Fondazione Terzo Pilastro - Italia e Mediterraneo di testimoniare e celebrare la cultura del proprio tempo ancora una volta approda in Sicilia, nella città di Catania che è stata già teatro di numerose importanti iniziative di tale istituzione. Presidio mediterraneo dall’alba della nostra civiltà, la città di Catania è da sempre un felice approdo per le diverse culture, etnie e religioni con cui ha incrociato le rotte, e proprio per celebrare questa antica e nobile funzione la Fondazione ha voluto donare alla città un’opera monumentale, il più grande dipinto murale al mondo, chiamando a realizzarlo uno dei più importanti artisti urbani contemporanei, il portoghese Alexandre Farto, in arte Vhils. Oltre all’opera pubblica, è desiderio della Fondazione Terzo Pilastro - Italia e Mediterraneo che proprio la città di Catania si la prima tappa di una grande mostra inedita sulla storia e l’origine della street art, il movimento artistico che sta conquistando il mondo, che girerà l’Europa nei prossimi mesi.

L’OPERA PUBBLICA


Il più grande sguardo sul mare che l’umanità abbia mai dipinto: è questo il dono della Fondazione Terzo Pilastro alla città di Catania e alla Sicilia tutta. A volerlo, il Presidente della fondazione Emmanuele F. M. Emanuele, a realizzarlo Alexandre Farto in arte Vhils, artista portoghese nato e cresciuto a Lisbona, figlio di una città che posa il suo sguardo da secoli su un intero oceano.
Alto come un palazzo di dieci piani, largo come un campo da calcio: queste sono le dimensioni ciclopiche del ritratto che sorge monolitico dall’acqua antistante il porto di Catania, dipinto sugli otto silos granari in cemento che dal 1960 definiscono, insieme all’Etna e alle cupole barocche, lo skyline della città etnea. 
Un uomo che guarda il mare. Ma chi è quella figura? Non è importante. È uno, nessuno e centomila. Al porto di Catania un vecchio pescatore ci ha detto che guardando il mare la felicità diventa un’idea semplice. Quale apparato critico, quale dispositivo speculativo può spiegare meglio della semplicità dell’opera di Vhils il suo stesso significato?
La scelta è caduta sul più grande sguardo verso il mare che l'uomo abbia mai dipinto sulle coste della Sicilia: esso attraversa il Mediterraneo e guarda ad Oriente, abbraccia la Grecia, Cipro, la Turchia, l’Egitto, la Siria, la Giordania Israele, il Libano, le terre da dove sono partiti i popoli che hanno fatto la Sicilia. La speranza é che gli uomini sappiano che al di là dei tumulti delle civiltà esiste un ponte che tutti, se vorranno, potranno attraversare.

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LA MOSTRA

CODICI SORGENTI, VISIONI URBANE CONTEMPORANEE
a cura di 999Contemporary / Stefano S. Antonelli & Francesca Mezzano


Nuovi codici estetici, stilistici, semantici sorgono dalla cultura urbana degli ultimi trent’anni per definire un nuovo panorama artistico urbano in cui l’arte assorbe la dimensionalità metropolitana per esprimersi alla sua misura. E’ la street art, che si impossessa delle città attraverso l’extradimensionalità delle sue rappresentazioni, che impone con successo i suoi linguaggi popolari, che porta l’arte nella vita delle persone comuni, insofferente alle etichette e alle definizioni. Dai mostri sacri del graffitismo che ha fatto vibrare la New York degli anni ’80 ai più importanti esponenti della street art di nuova generazione: per la prima volta raccolti in una narrazione storica, lineare, unica e mai rappresentata prima, raccontano il percorso che ha portato la street art a diventare il primo movimento artistico globale e il più partecipato dell’intera storia dell’arte.

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La mostra è un’antologia delle più importanti opere dei creatori di un percorso artistico spontaneo e non accademico, rappresentante i 30 anni che hanno visto l’esperienza artistica reagire alla polarizzazione culturale contemporanea conquistando il favore del pubblico globale.
In un solo progetto espositivo sarà possibile calarsi nella visione dei capolavori di tutte le figure che hanno maggiormente influenzato la cultura visiva globale contemporanea, dai graffitisti della New York degli anni ’80 alle nuovissime generazioni, per la prima volta raccolta in una narrazione unica e mai rappresentata prima che mette sotto gli occhi dello spettatore il percorso che ha portato la cosiddetta street art a diventare il movimento artistico globale che racconterà ai posteri il mondo all’epoca della prima globalizzazione.

Divisa in tre sezioni che raccontano la nascita, sviluppo interattivo e consacrazione del fenomeno,
CODICI SORGENTI mostra per la prima volta insieme le opere di artisti iconici della contemporaneità: 108, A One, Agostino Iacurci, Alexis Diaz, Alexone, Bo 130, Boris Tellegen (a.k.a. Delta), Brad Downey, C215, Clemens Behr, Conor Harrington, Crash, Delta 2, Dondi White, Doze Green, El Seed, Ericailcane, Eron, Escif, Evol, Faile, Feitakis, Gaia, Herbert Baglione, Horfee, Inetresni Kazki, Invader, Jaz, Jeff Aerosol, Jenkins, Jonone, JR, Judith Supine, Kool Poor, L’Atlas, Lek&Sowat, Lucy Mclauchlan, Matt Small, Maya Hayuk, Mensanger, Miss Van, Momo, Moneyless, Peeta, Rammellzee, Retna, Roa, Seth, Philippe Baudelocque, Sharp, Shepard Fairey, Sten-Lex, Swoon, The London Police, Todd James, Toxic Vhils.



Le opere, provenienti dalle più importanti collezioni private internazionali, costituiscono un’unicum nel panorama espositivo attuale che diviene insegnamento e monito: «In un mondo che s'uniforma ogni giorno di più» spiega il curatore Stefano S. Antonelli «non potremmo difendere la ricchezza della diversità se non innalzandola a livello di un valore, cioè costituendola come categoria di pensiero. Questi creatori contemporanei incarnano la coscienza e la speranza reattiva a questo processo involutivo, coloro che hanno compreso che il lavoro necessario è quello di mettere in cammino le proprie radici in contesti e formati eterogenei negando loro la possibilità di definire completamente la nostra identità. Un lavoro tutt’ora in corso che ha come principio fondante: scambiare piuttosto che imporre.».

Fortemente voluta dalla
Fondazione Terzo Pilastro - Italia e Mediterraneo, la mostra sarà visibile dal 17 Dicembre 2015 al 18 Gennaio 2016 al Palazzo Platamone di Catania.
Palazzo Platamone, gentilmente concesso dal Comune di Catania, rappresentante l’evoluzione secolare della storia della città dal tardo medioevo al rinascimento fino al recupero moderno è sede ideale dell’esposizione, individuata grazie al supporto attivo dell’Assessorato ai Saperi e alla Bellezza Condivisa di Catania e all’Associazione Emergence di Giuseppe Stagnitta. «Sono molto felice di portare finalmente in Sicilia, e con ben due iniziative distinte ma complementari fra loro, l’esperienza della street art, fenomeno che ho conosciuto nei miei anni giovanili, a Los Angeles e Miami, e di cui ho subito compreso la portata» afferma
il Presidente della Fondazione Terzo Pilastro Emmanuele F. M. Emanuele «Si tratta, nella sua espressione più matura, di una nuova manifestazione artistica di grande vitalità ed efficacia comunicativa, come ha dimostrato la felice esperienza, da noi sostenuta, di Big City Life a Tor Marancia a Roma, quartiere che oggi è più visitato dei grandi musei, e quella analoga realizzata ad Arezzo – anch’essa con il nostro sostegno – nel quadro della grande rassegna di arte internazionale “Icastica”. La street art sposa perfettamente la mia sensibilità di fare dell’arte applicata al territorio lo strumento principe per combattere il degrado, e per rendere la bellezza fruibile da parte di tutti. Ecco perchè sono particolarmente fiero di affiancare ad una grande mostra, unica nel suo genere, il “dono” dell’artista Vhils al porto di Catania: luogo di scambio, di contaminazione, di vita, di lavoro, di apertura verso nuove coste e nuove terre.».

L’ibridazione dei linguaggi, la riprogrammazione degli immaginari e il riposizionamento dei valori sono i “codici sorgenti” che hanno presidiato alla fondazione di un nuovo agire artistico globale utilizzato come dispositivo per disinnescare la deriva monoculturalista avviata dalla globalizzazione economica.
Una grande esposizione, che diventa presa di coscienza e visione di speranza.

Sito di riferimento: http://www.999contemporary.com/ - http://www.fondazioneterzopilastro.it/