PADRE CICOGNA

Spettacoli-TaoArte-Padre cicogna-Edoardo De Filippo-foto Rocco Angelico
photo: R.A.
PADRE CICOGNA - Successo di pubblico per il poemetto Padre Cicogna del 1969, scritto da Eduardo de Filippo ed interpretato dal figlio Luca De Filippo. Il tema della presunta indissolubilità dei legami, del rifiuto da parte delle istituzioni, laiche o religiose che siano, di accettare il cambiamento nella storia personale di un individuo domina la prima parte del poemetto. Padre Cicogna nel momento in cui deciderà di lasciare l’abito sacerdotale, per cercare di scongiurare la maledizione divina che hanno evocato su di lui le gerarchie ecclesiastiche a cui si è rivolto in cerca d’aiuto, fa un voto: promette di mettere al mondo, con la donna che ama, tre bambini maschi, Gaspare, Melchiorre e Baldassarre. Ma la storia avrà un epilogo iperbolico, imprevisto, molto duro.
L’evento apre anche il progetto “Incubatore teatrale” che è la prima volta che viene proposto; ogni anno Taormina Arte darà la possibilità a giovani artisti di esibirsi accanto a grandi Maestri della cultura Europea. Il progetto è stato varato in collaborazione con il Conservatorio Corelli di Messina. L’orchestra dei migliori allievi verrà diretta dal premio Oscar Nicola Piovani.

Taormina – “Sono felice di ritornare ad esibirmi al Teatro Antico dove mio padre fece l’ultima sua apparizione ufficiale in pubblico”. Lo ha affermato, Luca De Filippo, figlio di Edoardo, autore, attore e regista teatrale a sua volta. Luca sarà in scena, alle 21,30 di venerdì (8 luglio) nell’antica cavea in “Padre Cicogna” racconto inedito affidato oltre al figlio anche alla raffinata arte del premio Oscar, Nicola Piovani.
“Mi ricordo che arrivai a Taormina – ha raccontato Luca alla vigilia dello spettacolo – per ricevere un premio. Era il 1984. Mio padre mi accompagnava e poi salì sul palco ed effettuò un celebre intervento. E’ stato sicuramente un momento particolare dato che poi ad ottobre di quello stesso anno scomparve”.
Insomma tanti ricordi per Luca su quel palco dove il “monumento” del teatro italiano dettò una sorta di ideale testamento. Adesso Eduardo torna a Taormina grazie al suo poemetto scritto nel 1969. “Si racconterà in scena della storia – ha affermato sempre Luca - di un sacerdote condannato senza neanche un processo”. Il tema della presunta indissolubilità dei legami, del rifiuto da parte delle istituzioni, laiche o religiose che siano, di accettare il cambiamento nella storia personale di un individuo, domina la prima parte del poemetto. Padre Cicogna nel momento in cui deciderà di lasciare l’abito sacerdotale, per cercare di scongiurare la maledizione divina che hanno evocato su di lui le gerarchie ecclesiastiche a cui si è rivolto in cerca d’aiuto, fa un voto: promette di mettere al mondo, con la donna che ama, tre bambini maschi, Gaspare, Melchiorre e Baldassarre. Ma la storia avrà un epilogo iperbolico, imprevisto, molto duro.
Lo spettacolo avvia ufficialmente il progetto “Incubatore teatrale”. Ogni anno “Taormina Arte” darà la possibilità a giovani artisti di esibirsi accanto a grandi Maestri della cultura Europea. In questo primo anno il progetto è stato varato, appunto, in collaborazione con il Conservatorio Corelli di Messina. L’orchestra dei migliori allievi verrà diretta da Piovani in una serata dalle tante sfaccettature che animerà questo “Galà” in onore del maestro. Un’opportunità importante ed unica di esibirsi con una guida così alta. Attori e musicisti daranno vita, così, ad un racconto sinfonico per quattro voci, voce recitante ed orchestra. In scena il soprano Susanna Rigacci; il mezzosoprano Susy Sebastiano; il tenore,Pino Ingrosso; il basso,Mauro Utzeri; Alessio Mancini, flauto dolce; Ivan Gambini, batteria; Sonia Maurer, mandolino; Nando Di Modugno, chitarre. (U.S.)

Taormina Arte