Fondazione Premio Mediterraneo 2012

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A Villa Letizia ospiti: Elkann, Gervaso, Bernardini De Pace, Guerri, Gonzàles Martìn

IL MEDITERRANEO PER LA CULTURA
LA FONDAZIONE LANCIA I PROGETTI CHE COINVOLGERANNO I GIOVANI

Intesa con l’Università di Salamanca e gemellaggio con Vittoriale degli Italiani
per i 150 anni dalla nascita di D’Annunzio

CATANIA  - Le stanze di Villa Letizia sono tornate agli antichi splendori, quando nei primi anni del ‘900 accoglievano romanzieri, artisti, mecenati, industriali nei salotti letterari, per confrontarsi e promuovere idee, uniti da un unico amore: quello per la cultura. La stessa passione, che caratterizza “Il Mediterraneo per la Cultura”, é approdata ai giorni nostri con uno spirito intatto e con un solo messaggio: condividere per crescere. Anche quest’anno a Catania sono stati invitati nomi importanti del panorama nazionale, Alain Elkann, Roberto Gervaso, Annamaria Bernardini De Pace e Giordano Bruno Guerri nelle vesti di coordinatore, insieme a un parterre d’eccezione e ad ospiti provenienti da tutta Italia. Tutti fortemente voluti dalla Fondazione Premio per il Mediterraneo e dal presidente Salvatore Maria Costanzo, con il supporto della moglie Caterina Maugeri che  – grazie al sostegno dell’azienda che rappresentano, l’Archigen – porteranno avanti una serie di iniziative che ruotano attorno alla cultura: tra queste, il progetto di cooperazione con la Fondazione Vittoriale degli Italiani – di cui Guerri è presidente - che coinvolgerà le scuole siciliane in vista del 150° anniversario dalla nascita di Gabriele D’Annunzio.

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Dunque l’impegno e il contributo del privato affinché la cultura diventi motore di sviluppo economico e sociale, pilastro di sostegno per la crescita di una città come Catania, e più in generale della Sicilia e dell’Italia: questo lo spirito che ha animato il salotto letterario di ieri, che oltre ai quattro ospiti – protagonisti della sezione nazionale dell’evento – ha visto la presenza del Generale Luciano Garofano, ex comandante dei RIS di Parma, premiato l’anno scorso.
Sul palco anche la prof.ssa
Sarah Zappulla Muscarà, ordinario di Letteratura Italiana, insieme a Vicente Gonzàles Martìn, preside della facoltà di Filologia Italiana dell’Università di Salamanca, per annunciare un protocollo d’intesa che darà vita a progetti interculturali che coinvolgeranno soprattutto le nuove generazioni.

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Sul palco anche il letterato greco Anteos Chrysostomides, insignito del Premio nell'edizione 2011, che si é impegnato a trasporre in lingua greca l'opera “Un padre ci vuole” di Stefano Pirandello, primogenito di Luigi: la sua presenza ha dimostrato che, grazie alla Fondazione, «dalle parole si passa ai fatti, per declinare la cultura nostrana e renderla fruibile anche all'estero». A rappresentare l’Università etnea sul palco c’era il Pro-Rettore Maria Luisa Carnazza.

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Seduto in prima fila il prefetto di Catania Francesca Cannizzo che ha voluto riaprire le porte della sua residenza in occasione di questo prestigioso evento, «consapevole del messaggio nobile e profondo che una tale iniziativa è in grado di diffondere alla città – ha commentato – sono lieta di aver accolto l’invito dei coniugi Costanzo, e di aver contribuito ad omaggiare la cultura». Accanto a lei anche i due Prefetti di Ragusa Giovanna Cagliostro e Enna Clara Minerva, «a dimostrazione che le più importanti cariche rappresentative dell'Isola – hanno sottolineato Costanzo e Maugeri – ci sono vicine in questo percorso di promozione culturale oltre i confini di Catania e della Sicilia. Se pensassimo di estendere l’iniziativa, per almeno una settimana, anche alle sole province della Sicilia orientale, i numeri si moltiplicherebbero e il quadro delle prospettive si amplierebbe notevolmente, dimostrando che fare cultura significa alimentare l’economia, supportare i giovani e dare loro la speranza per guardare con ottimismo al futuro».

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Futuro, giovani, valori, capacità e ottimismo, queste le parole chiave attorno a cui si è sviluppato il dibattito coordinato da Guerri, durante il quale ognuno degli ospiti ha espresso la propria visione della cultura: chi come l’avv. Bernardini De Pace crede fortemente nella cultura «come parte integrante nella crescita di una persona, già all’interno del nucleo familiare e tra i banchi di scuola»; chi, come Alain Elkan ha più volte espresso gratitudine e ammirazione nei confronti della Fondazione Premio Mediterraneo per la Cultura, definendo «giusto e responsabile il gesto di Costanzo e della sua azienda, un esempio da seguire che aiuta a prendere coscienza dell’enorme patrimonio culturale e storico di cui l’Italia e la Sicilia sono depositarie». Ironico e quanto mai profondo nelle sue osservazioni, Roberto Gervaso ha concluso portando tutti indietro nel tempo, paragonando l’attività svolta con tanta dedizione da Costanzo e Maugeri alla figura di Mecenate per sottolinearne la generosità e il supporto alla cultura e all’arte.
(fotoservizio:ROAN/Giornalismo Multimediale® - Testi U.S.)