Festival IL SENSO DEL RIDICOLO

copertina2017_ilsensodelridicolo

Dal 22 al 24 settembre si terrà a Livorno la terza edizione del festival IL SENSO DEL RIDICOLO, dedicato all'umorismo, alla comicità e alla satira.

Il festival, diretto da Stefano Bartezzaghi e promosso da Fondazione Livorno, è gestito e organizzato da Fondazione Livorno - Arte e Cultura, con la collaborazione del Comune di Livorno e il patrocinio della Regione Toscana, E’ partner della manifestazione Aedes Siiq, con il supporto di Pictet; Rai Radio2 è media partner.
«L’arte, la narrativa, la poesia, il cinema, il fumetto, il giornalismo e persino la politica sono i territori in cui umorismo e comicità diffondono i loro princìpi attivi, che sono secondo i casi nutritivi o velenosi – afferma il direttore del festival Stefano Bartezzaghi -. Nutritivi quando la risata che ne deriva ci aiuta a ridimensionare gli intoppi che ci separano dalla realizzazione dei nostri desideri. Velenosi, invece, quando proprio non ci resta che ridere».
Ed è per questo che la lectio magistralis che aprirà il festival (venerdì 22 settembre, h. 17.30) è affidata a Massimo Recalcati, che l’ha voluta intitolare «Il desiderio ci prende in giro?». Nel sottotitolo - «Sulle vicissitudini tragicomiche del desiderio umano» - pare quasi proiettarsi l’ombra immortale dell’eroe del tragicomico italiano contemporaneo, quel Fantozzi rag. Ugo del cui autore abbiamo appena compianto la scomparsa. Non è solo doveroso che il Senso del Ridicolo omaggi Paolo Villaggio, che del ridicolo ha rivelato un aspetto che con lui non potremmo che definire «clamoroso».
Di lui parlerà, più di tutti, il grande Enrico Vaime che, fra le tante voci del suo impareggiabile curriculum di umorista, è stato tra gli autori di «Quelli della domenica», il programma tv che rivelò il genio di Villaggio, quasi cinquant’anni fa, cioè nel fatale 1968. A conversare con Vaime (nell’incontro «Un tanto a umiliazione» di domenica 24, alle 16.30) sarà un suo più giovanecollega: Pietro Galeotti, che come autore tv (in particolare di Quelli che il calcio, Anima mia, Che tempo che fa) ha collaborato con tutti i comici e le comiche che ci hanno fatto ridere negli ultimi trent’anni.
Forte di tale esperienza, nell’ultimo anno Galeotti ha assunto la direzione di Linus: di cosa è stato e di cosa è Linus parlerà in «Del Bello e del Buono» (sabato 23 settembre, h. 18.30), assieme a una nuova collaboratrice del mensile, Marina Viola, figlia dell’indimenticabile Beppe Viola che su Linus teneva una rubrica leggendaria, «Vite vere, compresa la mia». Sul palco con loro, il direttore del festival, in veste di lettore del Linus storico e di quello nuovo, e la critica teatrale Sara Chiappori, che non solo è dalla prima edizione una collaboratrice della direzione del Festival, per le arti sceniche, ma è a sua volta una figlia d’arte: suo padre, Alfredo, con le sue strisce comiche è stata una delle firme di punta del periodo d’oro del mensile.
Alle copertine vecchie e nuove di Linus è dedicata poi un’esposizione alla Bottega del Caffè, sede dell’Associazione Lavoratori Comunali di Livorno, che quest’anno sarà, ancor più che nelle edizioni precedenti, un cuore pulsante del Festival: ospiterà la libreria, uno spazio radiofonico di RadioDue – presidiato da Marco Ardemagni – un angolo ristoro dove poter gustare centrifughe e piatti green fra un incontro e l’altro.
Esposizioni e figlie d’arte: il festival di quest’anno si gloria e pavoneggia per una mostra di livello davvero eccezionale, “ABAB. La stanza dei giochi”, in cui l’opera di uno dei massimi artisti italiani del secondo Novecento, Alighiero Boetti, viene colta da un punto di vista del tutto inedito. Da bambina, la figlia Agata, con il fratello Matteo, frequentava lo studio di Boetti a Trastevere e vi ambientava i suoi giochi. I giochi coinvolgevano il padre e il suo stesso lavoro d’artista, da cui Agata prendeva spunti e a cui regalava idee e origami di rane. Presso la Sala degli Archi della Fortezza Nuova (inaugurazione venerdì 22 settembre, h. 16.00) verrà fantasiosamente ricostruita la loro Stanza dei Giochi e si potrà ammirare il dialogo divertito e intelligentissimo fra le opere del padre e i giochi della figlia: verrà persino ricostruito un enorme e minuzioso atlante del regno animale, composto da centinaia di bestiole di plastica, su cui Agata, Alighiero e Matteo compivano safari ideali seduti su un tappeto volante.
Dei rapporti fra arte figurativa e umorismo parlerà la storica dell’arte contemporanea Antonella Sbrilli, che ha studiato snodi curiosi e spesso anche umoristici del rapporto fra scrittura e figura (basti pensare al suo lavoro sul Tristram Shandy di Laurence Sterne o alla mostra romana sull’arte del rebus). La sua panoramica su arte e umorismo si intitola «Monna Risa» (sabato 23 settembre, h. 11.15).
Agata Boetti, invece, parlerà di arte e padri assieme a Teresa Ciabatti, la scrittrice italiana che quest’anno ha conquistato il centro della scena letteraria con il suo La più amata, un romanzo attorno al mistero di un padre potente e taciturno, la cui ombra insiste a oscurare e inquietare la vita della figlia («Facciamo che io ero», domenica 24 settembre, h. 12.30).
Dopo la lectio del professor Recalcati, la serata inaugurale del festival ci porterà al Teatro Goldoni per una serata spettacolo condotta dal direttore del festival e intitolata: «Meno male che Silvio c’è», dove per Silvio va ovviamente inteso Silvio Orlando (venerdì 22 settembre, h. 21.30). Il suo irresistibile cardinal Voiello, in The Young Pope di Paolo Sorrentino, è solo la più recente e nota delle incarnazioni della sua comicità, sempre di impeccabile e discreta misura e sempre pronta a volgersi al drammatico. Dall’esordio teatrale nello spettacolo Comedians di Gabriele Salvatores (con un cast che comprendeva i giovani Gigio Alberti, Claudio Bisio, Antonio Catania, Paolo Rossi, Bebo Storti), passando per il pasticcere trotzkista e gli altri personaggi interpretati per Nanni Moretti nonché certe spassose sitcom tv (Emilio, I vicini di casa), il nostro Silvio ha calcato alcuni fra i set cinematografici e tutti i palcoscenici più importanti di Italia, vincendo Coppe Volpi, Palme d’Oro, Nastri d’Argenti e guadagnandosi una popolarità affettuosa e ammirata, che tanto gli assomiglia.
Un’occasione straordinaria chiamerà poi per una seconda volta il pubblico del festival al teatro Goldoni. Fabrizio Gifuni regalerà infatti un saggio della sua capacità, unica nel panorama teatrale, di portare in scena la letteratura, dando voce, corpo e profondità agli scritti di autori come Pier Paolo Pasolini e Giovanni Testori (sabato 23 settembre, h. 21.00). A Livorno si cimenterà con Carlo Emilio Gadda, di cui ha già affrontato i dolenti e amletici mémoires delle due Guerre in un monologo teatrale e a cui ha dato voce nell’audiolibro di Quer pasticciacccio brutto de via Merulana. Un autore considerato difficile e tortuoso dai lettori più pigri si rivela, per voce e azione di Gifuni, il più formidabile esploratore della tragica comicità del mondo e della lingua (meglio, delle lingue) tramite cui cerchiamo di farcene un’idea. Ci ricorda Gifuni che, per Gadda, teatro è il mondo: la risata è il fulmine che ne squarcia il fondale dell’apparente normalità. Il genio di Gadda e l’arte di Gifuni promettono un incontro imperdibile.
Della comicità di Gadda parlerà poi lo scrittore, critico, editore e organizzatore culturale Ernesto Ferrero, che ha lavorato all’edizione di alcuni testi dello scrittore lombardo («Il riso amaro dell’ingegnere», domenica 24 settembre, h. 12.00) e che inseguirà la comicità gaddiana nelle sue diverse forme di satira, commedia, invettiva, autodenigrazione, furore.
La sezione letteraria del festival sarà particolarmente corposa. Il nostro viaggio d’Italia della comicità tocca quest’anno i territori emiliani battuti dagli eroi dello scrittore Gianni Celati, studioso ed erede della tradizione cavalleresca dei poemi eroicomici ma anche animatore della stagione «creativa» della Bologna anni Settanta, a cui partecipò come docente di letteratura angloamericana (con uno storico seminario su Alice di Lewis Carroll) ma anche come saltimbanco. Di lui ci parlerà Nunzia Palmieri, docente di letteratura italiana all’università di Bergamo e curatrice delle opere di Celati per il Meridiano Mondadori («Ridere con Celati», domenica 24 settembre, h. 10.00).
Ma letterario è anche il lavoro del poeta e scrittore Bruno Tognolini a proposito delle “Chimerine Poetiche”, cioè delle parole deformate con cui i bambini ricostruiscono il mondo a modo loro, ad esempio “I Romani si dividevano in due classi: i Patrizi e i Playboy”. («La persistenza del pisciancòra», domenica 24 settembre, h. 17.30).
I bambini, si sa, sfidano il senso del ridicolo. Ma devono farlo anche gli scrittori, sia perché il ridicolo è uno dei mostri che i loro personaggi devono affrontare, sia perché loro stessi, nel mandare nel mondo le loro opere, devono superare inibizioni e timor panico «da palcoscenico». Del ridicolo come segreto motore della narrazione parlerà lo scrittore Paolo Giordano, in una conversazione con il direttore del festival («La paura del ridicolo», domenica 24 settembre, h. 11.00).
I rapporti fra umorismo e poesia saranno oggetto di ben tre incontri. L’attrice Sonia Bergamasco si impegnerà in un reading della maggiore poetessa britannica vivente, Carol Ann Duffy, la cui raccolta «La moglie del mondo» è una galleria di donne che danno, finalmente, la loro versione dei fatti. Dietro ogni grande uomo c’è una donna che su di lui normalmente la pensa molto diversamente. Euridice non ha alcuna voglia di seguire Orfeo, Cappuccetto il lupo lo va a cercare, Penelope non chiede di meglio di starsene a fare e disfare la sua tela («La moglie del mondo - La donna nel mito, un’altra versione», sabato 23 settembre, h. 11.00).
La poesia, infatti, può far anche ridere: a spiegarlo sarà la giornalista Irene Soave («Quando sono felice, esco», domenica 24 settembre h. 15.30), in una veloce rassegna che va da Marziale alla poesia contemporanea, non solo di una poetessa affermata come Patrizia Cavalli ma anche nei sorprendenti e discussi successi che Internet ha corroborato per poeti ormai popolarissimi come Guido Catalano.
Marco Ardemagni parlerà invece con Stefano Bartezzaghi della poesia che nasce dal gioco di parole, dal gioco enigmistico, da vincoli stravaganti, come l’abrogazione di una, o di quattro, vocali o l’uso dissennato della rima («Oulilà: piccola rassegna di poesia enigmistica e artificiale», sabato 23 settembre, h. 12.30).
L’autore comico Walter Fontana rifletterà su come è divenuto difficile, per un comico, spiazzare un pubblico che è oramai abituato a tutto, in tutti i campi («Salga a bordo, perbacco!» sabato 23 settembre, h. 15.30). In effetti, se si pensa a una figura come quella di Donald Trump, occorre ammettere che i moduli spettacolari di una comicità anche deteriore possono essere utili per andare a occupare la poltrona più potente del globo.
Di questa vicenda bizzarra e sconcertante riferirà, con il dovuto sgomento, il giornalista italiano che l’ha seguita più da vicino, innovando oltretutto le tecniche e il linguaggio giornalistico: è il vice-direttore del Post, Francesco Costa («Come parla Donald Trump», sabato 23 settembre, h. 10.00).
Nell’anno in cui si celebra il cinquantesimo anniversario dalla scomparsa, non si poteva certo tralasciare Totò. Lo ricorderà la scrittrice napoletana Valeria Parrella, il cui culto per Totò si rivolge innanzitutto al modo in cui la sua comicità è penetrata nel Dna napoletano e continua a esprimersi nei gesti, nelle battute, nell’atteggiamento verso il mondo. L’ammirazione e la gratitudine per l’artista si trasformano così, tutti i giorni, dopo mezzo secolo, in vita vissuta («”Sabato Trippa”», sabato 23 settembre, h. 17.00).
Totò si potrà ammirare anche sullo schermo cinematografico, poiché Guardie e ladri, il capolavoro di Monicelli e Vanzina che interpretò con Aldo Fabrizi, aprirà la rassegna di film comici, che proseguirà nei giorni successivi con Kamikazen di Gabriele Salvatores (film tratto dallo spettacolo Comedians di cui fu protagonista fra gli altri Silvio Orlando) e si concluderà con l’ormai classico Non ci resta che piangere di Roberto Benigni e Massimo Troisi.
Ai bambini si rivolgono i laboratori «Il gioco dell’a...rte» e «La forma delle storie», curati da Giulia Addazi, nei giorni del festival.
L’ultimo appuntamento del programma sarà davvero speciale. Dopo la sua partecipazione all’edizione 2016, Matteo Caccia torna al festival non più per un singolo incontro ma per concludere un percorso cominciato a maggio, quando alla Terrazza Mascagni raccolse per un intero weekend storie e testimonianze dei livornesi sulle loro estati («A Livorno è sempre estate», domenica 24 settembre, h. 18.45). Le loro parole ora sono diventate uno «story show» con cui Matteo metterà in scena Livorno che parla di se stessa.

IL SENSO DEL RIDICOLO Livorno, 22-24 settembre 2017 www.ilsensodelridicolo.it
Facebook: Il senso del ridicolo | Twitter: @sensoridicolo | Instagram: @ilsensodelridicolo


festival IL SENSO DEL RIDICOLO_1



Saluti istituzionali
VENERDÌ 22 SETTEMBRE
Piazza del Luogo Pio ore 17.00
EVENTO 01
Piazza del Luogo Pio ore 17.30 Ingresso gratuito
Massimo Recalcati
IL DESIDERIO CI PRENDE IN GIRO? Sulle vicissitudini tragicomiche del desiderio umano. L‟uomo cavalca o è cavalcato dal desiderio? E cosa significherebbe allora “avere” un desiderio se il desiderio è ciò che ci gioca? Questo paradosso è all‟origine delle dimensioni tragicomiche del desiderio umano che verranno indagate in questa lezione.
Massimo Recalcati è uno degli psicoanalisti lacaniani più noti in Italia. Insegna all‟Università di Pavia e Verona. È fondatore di Jonas Onlus: centro di clinica psicoanalitica per i nuovi sintomi, direttore scientifico della Scuola di Specializzazione in psicoterapia IRPA, membro fondatore e membro analista di ALIpsi. Svolge attività di supervisore clinico presso diverse istituzioni sanitarie. Scrittore. Dal 2014 dirige per Feltrinelli la Collana Eredi e dal 2015 per Mimesis la collana Studi di Psicoanalisi. Collabora con diverse riviste specializzate italiane e internazionali e con le pagine culturali de la Repubblica.
EVENTO 02
Teatro Vertigo ore 21.00 Ingresso 3 €
Proiezione del film di Mario Monicelli e Stefano Vanzina
GUARDIE E LADRI
commedia
EVENTO 03
Teatro Goldoni ore 21.30 Ingresso 3 €
Silvio Orlando
MENO MALE CHE SILVIO C’EIl nostro Silvio è, naturalmente, Orlando: pasticcere trotzkista nel musical sognato da Nanni Moretti e Cardinal Voiello, scaltro e maradoniano, per lo Young Pope di Paolo Sorrentino, attore di culto per registi come Salvatores, Luchetti, Avati, Ferrario, Mazzacurati e raffinato capocomico teatrale. Sollecitato da Stefano Bartezzaghi, Silvio ci dirà d‟Orlando: di come nascono la sua comicità e l‟altra sua vocazione, drammatica, e dell‟amore che ha saputo suscitare nel pubblico con le scelte di una carriera miracolosamente esente da ogni snobismo come da ogni banalità.
Silvio Orlando classe 1957, napoletano, attore teatrale, cinematografico e televisivo, debutta sul grande schermo nel 1987 nel film di Gabriele Salvatores Kamikazen - Ultima notte a Milano. Una lunga carriera che ha visto la vittoria della Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile, del Premio Pasinetti al miglior attore alla 65a Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia e del Premio Gian Maria Volontè al Bif&st di Bari per Il papà di Giovanna diretto da Pupi Avati. Orlando ha inoltre vinto la Palma d'Oro al Festival di Cannes per La stanza del figlio di Nanni Moretti, 2 David di Donatello e 2 Ciak d'Oro (Aprile e Il Caimano, entrambi di Nanni Moretti), 2 Nastri d'argento (Preferisco il rumore del mare di Mimmo Calopresti e Il Caimano), un Globo d'oro (Sud di Gabriele Salvatores) e un Ciak d'Oro speciale Serial Movie per The Young Pope, la serie ideata da Paolo Sorrentino. Il suo ultimo film è Un paese quasi perfetto di Massimo Gaudioso (2016); a teatro è invece impegnato in La Scuola e in Lacci di Domenico Starnone.
EVENTO 04
----
SABATO 23 SETTEMBRE
Piazza dei Domenicani ore 10.00 Ingresso 3 €
Francesco Costa
COME PARLA DONALD TRUMP
Espressioni inventate, parole brevi, smorfie, un aspetto singolare e una rarissima combinazione tra
capacità teatrali e legnosissima rigidità. C‟è un nuovo presidente degli Stati Uniti, nessuno se lo aspettava così, e una delle ragioni che ha reso possibile l‟impossibile è il modo in cui parla. Donald Trump è arrivato alla Casa Bianca dopo una campagna elettorale in cui ha cercato di convincere gli americani e di colpire i suoi avversari usando le parole come nessun altro candidato aveva fatto prima, attingendo alla sua esperienza di personaggio televisivo e intrattenitore, e cambiando le regole della comunicazione politica.
Francesco Costa è giornalista e vicedirettore de il Post. Si è ammalato di America nel 2008 e da giugno 2015 cura una newsletter e un podcast sulla politica statunitense, che nel corso dei mesi lo hanno portato a viaggiare più volte negli Stati Uniti per raccontare l'elezione di Trump e a collaborare con Rai3 per la scrittura dei documentari La Casa Bianca. Scrive anche per IL, il mensile del Sole 24 Ore, e parla su Roma Radio. Ha lavorato e collaborato anche con l‟Unità, Internazionale, il Foglio, l‟Ultimo Uomo, Grazia, Studio, Undici e Donna Moderna.
EVENTO 05
Piazza del Luogo Pio ore 11.00 Ingresso 3 €
Sonia Bergamasco
LA MOGLIE DEL MONDO (LA DONNA NEL MITO, UN’ALTRA VERSIONE)
Vi propongo una passeggiata nel bosco, con tanto di lupo. Vi indicherò luoghi e personaggi, in
poesia, con parole semplici, parole parlate. Parole come armi, lame, proiettili, sberleffi, risate. In questo breve giro organizzato, le poesie di Carol Ann Duffy
poetessa scozzese irriverente e celebrata, attuale Poeta Laureato della Regina d‟Inghilterra – troverete una galleria formidabile di tipi umani, di tipi di uomini e di donne controcorrente. Personaggi del mito e delle fiabe messi a testa all‟ingiù: Cappuccetto rosso brama il lupo (e lo fa fuori), Euridice vuole starsene in pace tra i morti, lontano da quel borioso di Orfeo, Circe inventa ricette per fare gli uomini a pezzetti. Faust è senza gloria, Sansone è brutale, Penelope si accorge di quanto è meglio stare sola.
Sonia Bergamasco attrice e regista, è diplomata in pianoforte presso il Conservatorio di Milano. Debutta nell‟Arlecchino dei giovani di Giorgio Strehler, lavora con Carmelo Bene, Theodoros Terzopoulos e Massimo Castri ed è regista e interprete di spettacoli in cui l‟esperienza musicale si intreccia più profondamente con il teatro. Al cinema e in televisione ha lavorato, tra gli altri, con Liliana Cavani, Bernardo Bertolucci, Giuseppe Bertolucci e Marco Tullio Giordana.
EVENTO 06
Piazza dei Domenicani ore 11.15 Ingresso 3 €
Antonella Sbrilli
MONNA RISA
Qualche anno fa un ricercatore raccolse i racconti di persone che avevano pianto davanti a un
quadro. Pensiamo di rispondere a una domanda analoga, che riguardi però le opere d‟arte che ci
hanno fatto ridere. La Risata di Boccioni o i faccioni del cinese Yue Minjun sono contagiosi? Provocano più sorrisi le caricature o gli accostamenti surreali? E soprattutto, quali opere ci hanno fatto veramente ridere o sorridere?
Antonella Sbrilli
docente di Storia dell‟arte contemporanea alla Sapienza di Roma, blogger (www.diconodioggi.it), curatrice di
mostre (Ah, che rebus!, 2011; Dall’oggi al domani, 2016), tiene la rubrica #alfagiochi sulla rivista Alfabeta2. Fra le sue pubblicazioni: Formule del sorriso intorno al 1900: Kienerk, Darwin, Warburg (Engramma, 2007).
EVENTO 07
Bottega del Caffè ore 12.30 Ingresso gratuito
Marco Ardemagni, con Stefano Bartezzaghi
OULILÀ: PICCOLA RASSEGNA DI POESIA ENIGMISTICA E ARTIFICIALE
C'è chi pensa alla poesia come un'effusione dell'interiorità a cui la versificazione fornisce il minimo di forma sufficiente ad apparire in società, e chi invece esalta le costrizioni della forma, sia poetica sia linguistica, e ne fa oggetto di ostentazione e fonte di creatività. Lipogrammi, tautogrammi, acrostici, mesostici, telestici, palindromi, rime equivoche e ossessive sono gli ingredienti-base di un reading ben oltre i confini della lirica con Marco Ardemagni e Stefano Bartezzaghi.
Marco Ardemagni autore e conduttore radiofonico (Caterpillar AM, Radio2) e televisivo (Eurovision Song Contest, Rai 4), scrive poesie e testi bizzarri (Rime tempestose con Bufala Cosmica, Sperling & Kupfer 1992; Ininterrottamente Inter, Eraclea 2013; Irrimediabilmente Rime, Eraclea 2015).
Stefano Bartezzaghi
docente di Semiotica e Teorie della creatività e direttore della scuola di Giornalismo dell‟Università IULM
(Milano), collaboratore di la Repubblica, Espresso e Vanity Fair. I suoi ultimi libri sono: M. Una metronovela (Einaudi, 2015); La ludoteca di Babele. Dal dado ai social network, a che gioco stiamo giocando? (Utet, 2016),
Parole in Gioco (Bompiani, 2017). EVENTO 08 Piazza dei Domenicani ore 15.30 Ingresso 3 €
Walter Fontana
“RISALGA A BORDO, PERBACCO!”
Spiazzare fa ridere. La frase che finisce come non ti aspetti, la parolaccia al posto del termine arzigogolato. O anche viceversa, dato che viviamo in un‟epoca in cui sono cambiate le regole da trasgredire e sacramentano anche i moderatori in tv. Cosa può inventarsi un comico oggi, per spiazzare un pubblico assuefatto a sentirne di tutti i colori?
Incontro a ruota libera con un autore, spiazzato di natura, che da anni cerca di mettere insieme una risposta a questa domanda.
Walter Fontana è uno sceneggiatore, scrittore, e autore tv. Ha collaborato a vari programmi comici, come Mai Dire Gol della Gialappa‟s Band, in cui per quindici stagioni ha scritto per attori come Paolo Hendel, Claudio Bisio, Fabio De Luigi, Paola Cortellesi, il Mago Forest e tanti altri. Tra i programmi recenti: CCN con Saverio Raimondo e Quelli che il calcio, per cui lavora da tre stagioni. Per il cinema ha collaborato a soggetto e sceneggiatura di varie commedie con Aldo Giovanni e Giacomo, Ale e Franz, e Angela Finocchiaro, con i quali ha anche collaborato in teatro. È anche autore di alcuni libri satirici: l'ultimo è Splendido visto da qui (Giunti, 2014), uscito anche in traduzione inglese come Future Perfect nel 2016.
EVENTO 9
Piazza del Luogo Pio ore 17.00 Ingresso 3 €
Valeria Parrella
“SABATO TRIPPA”
Chi è stato bambino e poi ragazzo in Italia, tra gli anni Settanta e gli Ottanta, ha imparato (anche controvoglia) la messa, il rito, le preghiere. Materiale che forse non ha utilizzato mai più, ma che è rimasto sedimentato dentro, inscindibile e impossibile a dimenticarsi. E cosa succedeva a quei bambini e quei ragazzi che, dal sabato sera alla domenica, vedevano a ripetizione i film di Totò su Telecapri, Telelibera 69, Telecolore, e tutta la galassia di libere emittenti che costellavano gli anni Ottanta? Succedeva, è avvenuto, che senza neppure farci caso, in maniera naturale, scivolando nel DNA delle domeniche pomeriggio, le battute di Totò, la sua mimica, la sua leggerezza spavalda e drammatica assieme hanno nutrito linguaggio e immaginario: sono divenuti il rito a cui è impossibile sottrarsi.
Valeria Parrella ha scritto per l‟editore Minimum Fax Mosca più balena (2003) e Per grazia ricevuta (2005); per Einaudi Lo spazio bianco (2008), Lettera di dimissioni (2011), Tempo di imparare (2014), Troppa importanza all’amore (2015) e le pièces teatrali Tre terzi (2009) e Antigone (2012); per Rizzoli Ma quale amore (2010); per Bompiani le pièces Ciao maschio (2009), Il verdetto (2007) e Assenza-Euridice e Orfeo, da cui è tratto questo spettacolo. Per il Teatro San Carlo, ha firmato il libretto Terra su musica di Luca Francesconi (2011) e la commedia Dalla parte di Zeno, prodotta dal Teatro Nazionale di Napoli. Il suo ultimo libro è Enciclopedia della donna - aggiornamento (Einaudi). I suoi libri sono tradotti in Europa e negli Stati Uniti. Da anni cura la rubrica dei libri di Grazia e collabora con la Repubblica.
EVENTO 10
Piazza del Luogo Pio ore 18.30 Ingresso 3 €
Pietro Galeotti e Marina Viola, con Stefano Bartezzaghi e Sara Chiappori
DEL BELLO E DEL BUONO
C‟è voluto del Bello e del Buono (anche nel senso di Oreste) per inventare una storia come quella del mensile Linus e tenerla in piedi, ridendo e scherzando, per più di cinquant‟anni. È stata la sede di riferimento per la cultura giovanile, dai Peanuts ad Altan, Andrea Pazienza, Art Spiegelman; oggi continua a parlare la sua lingua creola, in cui si incrociano umorismo, intelligenza e arte producendo una sonorità inconfondibile. A dialogare con Stefano Bartezzaghi a proposito di Linus saranno due suoi attuali protagonisti: il direttore Pietro Galeotti e la collaboratrice Marina Viola, che è anche figlia del titolare della storica rubrica Vite vere (compresa la mia), il geniale Beppe Viola.
Le copertine, storiche e non, della rivista satirica Linus sono in esposizione alla Bottega del Caffé.
Pietro Galeotti nato a Savona nel 1964, ha iniziato giovanissimo a scrivere programmi per la tv. Dal suo sodalizio con Fabio Fazio, lungo più di 30 anni, sono scaturiti molti programmi di successo: Quelli che il calcio, Anima mia, Che tempo che fa e diversi Festival di Sanremo. Ha lavorato inoltre con quasi tutti i fuoriclasse della comicità italiana da Teo Teocoli ad Anna Marchesini, da Luciana Littizzetto ad Antonio Albanese e Corrado Guzzanti; ha scritto insieme a Paolo Poli il suo ultimo spettacolo tv. È direttore della "mitica" rivista di satira e fumetti Linus.
Marina Viola milanese di madre ligure, si è tr
asferita negli Stati Uniti negli anni novanta per seguire l‟uomo della sua vita, con cui ha fatto tre figli, tutti un po‟ strani ma in fondo simpatici. Collabora settimanalmente con Lettera43, bisettimanalmente con Cultweek e mensilmente con Linus. Occasionalmente, scrive per il sito di Gianluca Nicoletti pernoiautistici.com Inoltre, ha un blog, Pensieri e Parole, e quando ha tempo scrive libri. Il primo, Mio padre è stato anche Beppe Viola (Feltrinelli), è uscito nel 2013 e il secondo, Storia del mio bambino perfetto (Rizzoli), è uscito nel 2015. Sta lavorando al terzo sulla propria esperienza di straniera negli Stati Uniti.
Sara Chiappori giornalista e critica teatrale, vive e lavora a Milano. Scrive e ha scritto di spettacoli e cultura per il quotidiano la Repubblica, per D la Repubblica delle Donne, Amica, GQ, Diario della settimana (quando ancora esisteva) e per il trimestrale di teatro Hystrio. Ha curato la direzione artistica del festival Tfaddal. Variazioni su Amleto dalla nuova scena (Teatro Franco Parenti, Milano, maggio 2013). Collabora con l‟Accademia d‟Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Dal primo anno affianca la direzione artistica del festival per le arti performative.
EVENTO 11
Teatro Goldoni ore 21.00 Ingresso 3 €
Fabrizio Gifuni
GALLINE AUTOLESIONISTE DECLAMANO DUBITAZIONI AMLETICHE G.A.D.D.A. A TEATRO
Carlo Emilio Gadda non ha mai scritto per il teatro, ma tutto quello che Gadda ha scritto è teatro: teatro del mondo che rivela la sua anima comica e tragica nelle mille lingue reinventate dal caleidoscopico scrittore lombardo. A dare voce a queste lingue è Fabrizio Gifuni, l‟attore e
drammaturgo che di Gadda ha già esplorato la ferita esistenziale da cui è scaturita la sua scrittura,
unica. Per Livorno ha preparato un‟antologia di pagine gaddiane attraversate dalle saette dell‟ilarità.
A margine vedremo becchettare qualche strana gallina, di tendenza suicida.
Fabrizio Gifuni è uno degli attori più affermati del panorama italiano, teatrale e cinematografico. Ideatore e interprete di numerosi lavori teatrali fra cui il pluripremiato progetto Gadda e Pasolini, antibiografia di una nazione (Premio Ubu 2010 come miglior spettacolo e miglior attore dell‟anno), per la regia di Giuseppe Bertolucci. Nelle ultime stagioni è stato fra i protagonisti di Lehman Trilogy, ultimo capolavoro di Luca Ronconi dal testo di Stefano Massini. Al cinema, più di trenta i titoli, ha collaborato fra gli altri con Gianni Amelio, Marco Tullio Giordana, Liliana Cavani, Edoardo Winspeare, Paolo Virzì e Marco Bellocchio. Fra i riconoscimenti più significativi degli ultimi anni: Rivelazione europea al Festival di Berlino e Globo d‟oro della stampa estera nel 2002, due volte Nastro d‟argento (2003 e 2014), Premio Gianmaria Volontè nel 2012 e David di Donatello 2014 per il Capitale umano.
EVENTO 12
Teatro Vertigo ore 21.00 Ingresso 3 €
Proiezione del film di Gabriele Salvatores
KAMIKAZEN ULTIMA NOTTE A MILANO commedia
EVENTO 13
---
DOMENICA 24 SETTEMBRE
Piazza dei Domenicani ore 10.00 Ingresso 3 €
Nunzia Palmieri
RIDERE CON CELATI
L'opera narrativa di Gianni Celati è stata caratterizzata fin dagli esordi da una decisa propensione al comico, come possiamo dedurre dal titolo del suo primo romanzo, Comiche (1971), e dalla rubrica sotto cui sono raccolti i tre libri successivi: Parlamenti buffi (1989). Fra le sperimentazioni narrative degli anni Settanta si trova poi un libro bizzarro e geniale, La bottega dei mimi, condotto con la complicità di due amici, un attore, Lino Gabellone, e un fotografo, Carlo Gajani, con i quali Celati allestisce una palestra d'arte tomatica, l'arte pallesca di inventare frottole curative per stare al mondo, affidandosi a una comicità dissacrante e liberatoria, ispirata alle comiche cinematografiche, ai fumetti e al teatro dei burattini.
Nunzia Palmieri docente universitaria, traduttrice e saggista, si occupa di letteratura italiana contemporanea in prospettiva comparatistica, con interessi che abbracciano i rapporti fra narrazioni, arti visive e nuovi paesaggi. Ha dedicato ampi studi monografici a Umberto Saba, Beppe Fenoglio, Gianni Celati, Italo Svevo. La sua ultima monografia, Visioni in dissolvenza. Immagini e narrazioni delle nuove città (Quodlibet 2016), tocca il tema dei paesaggi urbani nella letteratura e nella fotografia contemporanee. Di Celati ha curato il volume dei Meridiani Mondadori a lui dedicato e la riedizione di due testi comici molto rari usciti negli anni Settanta, Il chiodo in testa e La bottega dei mimi, ora inclusi in Animazioni e incantamenti (L'Orma Editore 2017).
EVENTO 14
Piazza del Luogo Pio ore 11.00 Ingresso 3 €
Paolo Giordano, con Stefano Bartezzaghi
LA PAURA DEL RIDICOLO
Una lettura e una chiacchiera con Stefano Bartezzaghi sul terrore di far ridere gli altri, o peggio, di non farli ridere affatto. Passando per traumi provocati da inconsapevoli maestre delle scuole elementari, barzellette non riuscite e personaggi letterari (ma anche tragicamente reali) che hanno un rapporto complesso con la vergogna.
Paolo Giordano è autore di tre romanzi, tradotti in tutto il mondo: La solitudine dei numeri primi (Mondadori, 2008, Premio Strega, Premio Campiello Opera Prima), Il corpo umano (Mondadori, 2012) e Il nero e l'argento (Einaudi, 2014). Ha scritto per il teatro (Galois, Fine pena: ora) e collabora con il Corriere della Sera.
EVENTO 15
Piazza dei Domenicani ore 12.00 Ingresso 3 €
Ernesto Ferrero
IL RISO AMARO DELL’INGEGNERE
Ernesto Ferrero racconta il genio comico di Carlo Emilio Gadda
Ingegnere per obbligo famigliare, cacciatore d‟ogni linguaggio “alto” e “basso”, gergo o dialetto, gourmet di inesauribile voracità, l‟autore del Pasticciaccio trasforma i suoi amori, appetiti e furori in una travolgente macchina comica e satirica che non ha eguali nella nostra letteratura. Le sue invettive colpiscono senza pietà il disordine degli italiani, i disastri dell‟architettura, l‟assurdità dei rituali borghesi, o le smargiassate del Duce.
Ernesto Ferrero spiega perché nelle mani di Gadda anche la ricetta del risotto alla milanese diventa
un‟indimenticabile pirotecnia verbale.
Ernesto Ferrero
torinese, ha lavorato a lungo nell‟editoria, e ha diretto il Salone Internazionale del Libro di Torino dal 1998 al
2016. Tra i suoi libri, i romanzi N. (Premio Strega 2000), L’anno dell’Indiano, La misteriosa storia del papiro di Artemidoro, Disegnare il vento. L’ultimo viaggio del capitano Salgari (Premio Selezione Campiello 2011), l‟apologo Storia di Quirina, di una talpa e di un orto di montagna (2014, con le illustrazioni di Paola Mastrocola) e una biografia di Barbablù, tutti presso Einaudi; il libro di memorie einaudiane I migliori anni della nostra vita (Feltrinelli, 2005), e Primo Levi. La vita, le opere (Einaudi 2007).
Traduttore di Flaubert, Céline e Perec, scrive su La Stampa e sui maggiori quotidiani italiani.
EVENTO 16
Piazza del Luogo Pio ore 12.30 Ingresso 3 €
Agata Boetti e Teresa Ciabatti
«FACCIAMO CHE IO ERO», OVVERO AGATA E LA PIÙ AMATA
Il gioco, la risata e l‟enigma sono i linguaggi possibili con cui una bambina può sperimentare la
relazione con il padre, metterla fra virgolette e interrogarla. A margine della mostra ABAB. La stanza dei giochi, che mette in dialogo l‟arte di Alighiero Boetti e i giochi che faceva con la figlia Agata, questa incontra la scrittrice Teresa Ciabatti, che nel romanzo La più amata ha narrato il rapporto con un padre potente e misterioso.
Agata Boetti nasce a Torino il 16 marzo 1972, un mese prima che tutta la famiglia si trasferisse a Roma. A diciotto anni, lascia Roma per studiare psicologia a Parigi, città dove attualmente vive. Nel 1995, dopo la scomparsa di suo padre, Agata si dedica all‟Archivio Alighiero Boetti insieme a tutta la famiglia, senza però abbandonare le sue altre attività a Parigi. Dal 2013, si dedica esclusivamente alla direzione dell‟Archivio.
Teresa Ciabatti nata e cresciuta a Orbetello, vive a Roma. I suoi romanzi sono: Adelmo, torna da me (Einaudi Stile Libero), I giorni felici (Mondadori), Il mio paradiso è deserto (Rizzoli), Tuttissanti (Il Saggiatore), La più amata (Mondadori) - candidato al Premio Strega 2017. Collabora con La Lettura e il Corriere della Sera.
EVENTO 17
Piazza dei Domenicani ore 15.30 Ingresso 3 €
Irene Soave
QUANDO SONO FELICE ESCO
"Perché scrivi solo cose tristi? Perché quando sono felice esco". È una frase molto ripetuta di Bruno Lauzi, a proposito delle sue canzoni; ma si adatta anche a un cliché piuttosto sedimentato sulla poesia, e specialmente sulla lirica, e cioè che sia un linguaggio "pesante", più adatto a far sospirare che a far ridere. Invece poesia e risata si somigliano: fulminanti, spesso intraducibili, difficilissime da insegnare (vi iscrivereste a un corso di poesia? E a un corso per inventare barzellette? Esistono entrambi) e più di ogni altro linguaggio creano un legame invisibile tra chi scrive e chi legge, tra chi fa la battuta e chi la capisce. Attraverso molte letture - da Patrizia Cavalli a Guido Catalano, da Marziale ad Antonio Delfini - racconteremo come e perché la poesia, invece, può far ridere: in modo giocoso, ironico, feroce o semplicemente allegro.
Irene Soave (1984) liceo classico, laurea in Comunicazione, giornalista, scrive soprattutto di attualità, cultura e spettacoli. Ora in redazione a Sette, il supplemento del Corriere della Sera, ha lavorato per Vanity Fair e, prima ancora, come cronista di nera. Ha collaborato con il Centro Internazionale di Studi Primo Levi nei primi anni della sua fondazione. Le sue cose preferite sono le tre più umane di tutte: ridere, cucinare, la poesia.
EVENTO 18
Piazza del Luogo Pio ore 16.30 Ingresso 3 €
Pietro Galeotti ed Enrico Vaime
UN TANTO A UMILIAZIONE
Enrico Vaime è più che un autore televisivo, sceneggiatore, scrittore, una parte decisiva della storia dello spettacolo italiano recente. Solo scorrendo l'elenco dei programmi tv da lui scritti si ritrova la carta d'identità sentimentale della maggioranza degli italiani cresciuti con le sue battute, le canzoni, i tormentoni. Basti pensare al suo ruolo di autore della trasmissione Quelli della domenica che nel 1968 rivelò il genio di Paolo Villaggio al pubblico italiano: parlarne sarà l'occasione con cui il festival omaggerà la memoria del grande comico e scrittore. Ma Enrico Vaime non deve essere confinato nella pur rilevante produzione di tv "leggera": sarà bello scoprire insieme a lui che quello dello spettacolo non è un mestiere serio, ma va fatto seriamente. Per non cadere nel ridicolo.
Enrico Vaime classe 1939, è un autore televisivo, scrittore, conduttore televisivo, autore radiofonico e teatrale italiano. Ha spesso firmato i suoi lavori in coppia con Italo Terzoli, con cui ha costituito la ditta artistica Terzoli & Vaime.
Entrato in Rai nel 1969, per la televisione ha firmato circa 200 programmi tra cui
Quelli della domenica, Canzonissima, Fantastico, Tante scuse e Risatissima. Ha scritto anche alcune fiction, curato con Umberto Simonetta i testi della miniserie televisiva Il giro del mondo in 80 giorni e scritto numerosi testi teatrali di grande successo, soprattutto per la coppia Garinei e Giovannini.
Per oltre 25 anni conduttore alla radio di
Black Out, ha pubblicato anche numerosi libri. Su La7 ha condotto negli anni 2000 il nostalgico programma Anni Luce, su Rai1 con Maurizio Costanzo Memorie dal bianco e nero (2010), Di che talento sei? (2011) e S’è fatta notte (2012). Sempre su La7, dal 2011 al 2013, è stato ospite fisso di Coffee Break.
EVENTO 19
Piazza dei Domenicani ore 17.30 Ingresso 3 €
Bruno Tognolini
LA PERSISTENZA DEL PISCIANCÒRA Serraglio ragionato di Chimerine Poetiche Puerili, sbagliate ma vive e scalcianti Cosa capiscono i bambini piccoli di ciò che dicono gli adulti? Prima ancora di cogliere cosa vuol dire una parola, come la tagliano dal bla-bla continuo, come comprendono dove comincia e dove finisce? Cosa è successo quando il mio “Gesù Mimetto”, che io ritenevo un Gesù piccolo e simpatico, s‟è scontrato nell‟ortografia della preghiera “Gesù mi metto nelle tue mani”? E perché io me lo ricordo ancora? Quando ho chiesto ai miei colleghi scrittori per bambini di rivelarmi i loro “Gesù Mimetti”, le loro Chimere linguistiche di assemblaggio, me n‟è arrivata una piccola mandria. Ne mostrerò, in tavole lemmatiche serissime, una trentina. Per riderne, certo, perché fanno ridere: e poi ragionare sullo strano sapore di quella risata. Su ciò che abbiamo perso con quelle parole sbagliate, e custodito tenendole con noi anche se non servivano più a nulla. Forse sono i semi primi della Poesia.
Bruno Tognolini
è nato a Cagliari nel 1951 e vive un po‟ a Bologna, un po‟ a Lecce, e un po‟ in viaggio nei mille incontri coi lettori. Dopo il DAMS di Bologna e un decennio di teatro negli anni „80 (drammaturgie con Vacis, Paolini, Baliani), è ormai da trent'anni per amore e mestiere scrittore “per bambini e per i loro grandi”. Ha scritto poesie, romanzi e racconti (una cinquantina di titoli coi maggiori editori nazionali), programmi televisivi (4 anni di Albero Azzurro e 11 di Melevisione), testi teatrali, saggi, videogame, canzoni e altre narrazioni. È premio Andersen nel 2007 e 2011. Altre notizie e testi su www.tognolini.com
EVENTO 20
Piazza del Luogo Pio ore 18.45 Ingresso 3 €
Matteo Caccia
A LIVORNO È SEMPRE ESTATE
Livorno si racconta attraverso le storie delle estati livornesi. Matteo Caccia, che da anni raccoglie storie di vita degli italiani, dopo aver trascorso 48 ore ascoltando le testimonianze dei livornesi durante un fine settimana di maggio, le restituisce in uno story show. Un mix di racconto rielaborato e testimonianze dirette in cui Caccia narra Livorno attraverso le voci dei suoi abitanti e le storie della loro estate indimenticabile che ha visto la città come sfondo o come protagonista di quella stagione memorabile.
Matteo Caccia raccoglie, scrive e racconta storie per la TV, il teatro e la radio. Lo ha fatto a Radio24 con VendoTutto e Voi siete qui. Nel 2015 torna a Radio2, dove aveva scritto e condotto Amnèsia, con Una Vita. Da settembre 2015 è in onda tutti i giorni con Pascal dal lunedì al venerdì alle 22.30.
Ha creato e conduce
Don’t tell my mom, storyshow in scena ogni primo lunedì del mese a Milano. Scrive e parla per LaEffe, la Tv di Feltrinelli. Ha scritto due libri, Amnèsia e Il nostro fuoco è l’unica luce, per Mondadori. Ad aprile è uscito il suo nuovo romanzo per Baldini&Castoldi, Il silenzio coprì le sue tracce.
EVENTO 21
Teatro Vertigo ore 21.00 Ingresso 3 €
Proiezione del film di Roberto Benigni e Massimo Troisi
NON CI RESTA CHE PIANGERE
commedia