Una Bohème modernista al Teatro Antico di Taormina

Schermata 2017-07-14 a 4.26.40 PM

Antitradizionale e innovativa si può definire la Bohème, rappresentata al Teatro Antico di Taormina il 4 e il 5 luglio 2017, con la regia di Enrico Castiglione

Una Bohème lontana dalla romantica Parigi del 1830 ma vicino alla realtà dei nostri giorni ambientata in un campo profughi. In tal modo il regista Enrico Castiglione ha voluto esprimere la sua denuncia contro la chiusura delle frontiere a chi è disperato, a chi fugge dalla guerra, dalla fame, dalla miseria. Questa ambientazione non ha sminuito l'atmosfera originale del capolavoro Pucciniano, intessuto di amore, giovinezza, speranza, illusione, amicizia. Sul podio il Maestro Li Xincao ha mostrato grande abilità nel dare corpo alla partitura dell' opera. Tutto il cast è stato all' altezza dei ruoli ricoperti, di particolare spicco: Karen Gardeazabal, una Mimì dalla ricca e ben modulata vocalità; Georgy Valsiliev (Rodolfo) di cui si è apprezzato l'accurato fraseggio e la corretta musicalità; Fabio Capitanucci (Marcello) ha mostrato pertinenza scenica e vocale, fraseggio espressivo; bravissimi inoltre nel cantare Bing Bing Wang, Angelo Nardinocchi, Francesco Baiocchi, Giovanni Di Mare, Stanislav Chernenkov e infine Filippo Micale . Molto positiva la prestazione del “Gaulitanus Choir" magistralmente diretto dal Maestro maltese Colin Attard, per la prima volta a Taormina. Brioso e musicalmente ineccepibile l'intervento del “Children Chorus Bianco Suono" istruito da Agnese Carrubba. I costumi realizzati da Sonia Cammarata, hanno rispecchiato efficacemente la realtà dei campi profughi. Caloroso il riscontro da parte del pubblico.

di L. Pr.

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Schermata 2017-07-03 a 5.56.58 PM