Fondazione OELLE e Giovanna Brogna/Sonnino

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«Siamo estremamente soddisfatti di sostenere il lavoro di Giovanna Brogna/Sonnino che, come tutti gli artisti, esseri umani con qualcosa in mente da riversare sul mondo, lavora a nuove sfide che riguardano il cinema, la fotografia, la scrittura. Con la Fondazione OELLE cerchiamo di supportare idee e progetti di artisti attraverso la creazione di un format strategico, una centrale di ascolto finalizzata a raccogliere fondi, individuare servizi e creare sinergie atte a facilitare la realizzazione di progettualità in special modo giovanili, cercando di andare incontro alle variegate realtà del territorio».

Tocca a Carmelo Nicosia, direttore della Fondazione OELLE, affiancato dalla presidente Ornella Laneri, accogliere e spiegare al pubblico che domenica 20 maggio ha assistito alla proiezione del film Riprendimi da Zo Centro Culture Contemporanee – partner della iniziativa - il senso più profondo dell’appuntamento. Il nuovo lavoro, appunto, di Giovanna Brogna, questa volta un cortometraggio dal titolo Salviamo gli elefanti, che ruota attorno ai personaggi di Orlando, turista inglese di 10 anni in vacanza a Catania con la famiglia, e Agata, 58 anni, sicula rozza e analfabeta interpretata dall’attrice Lucia Sardo. Un progetto che la regista e fotografa catanese Giovanna Brogna/Sonnino desidera realizzare coinvolgendo la città di Catania e che racconta dell'energia scaturita dall'incontro tra due persone diverse che si arricchiscono a vicenda, a dimostrazione di come comprendere la diversità negli altri e scoprirla in noi stessi sia una risorsa. Sta proprio qui il fil rouge che lega Riprendimi al primo romanzo di Brogna/Sonnino, Chiarmastramma (2012, Maimone editore) e al nuovo lavoro indipendente che verrà proposto a festival nazionali e internazionali e che verrà girato interamente a Catania. «Ho un legame molto forte con la mia città – dice la regista - che attira e respinge e che è stimolante dal punto di vista visivo e narrativo, perché si incontrano persone particolari che vivono la loro realtà con una discreta dose di fantasia, senza omologarsi. Persone che stanno per scomparire dalla circolazione e che, invece, andrebbero salvate. Proprio come gli elefanti».

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